Come Prevenire gli Atti Violenti dei Ragazzi. “Ne Parliamo?” – Progetto “Futuro Aperto”, Rassegna Stampa

Come prevenire gli atti violenti dei ragazzi è la domanda urgente che la comunità di La Spezia si è posta dopo la tragica scomparsa di Abanoub Youssef, il giovane accoltellato il 16 gennaio scorso da un compagno proprio tra i banchi dell’Istituto Einaudi Chiodo.

Per rispondere a questo dramma e trasformare il dolore in azione, il coordinamento di Futuro Aperto ha lanciato il ciclo di incontri “Ne parliamo?”. Si tratta di un percorso di intervento concreto, pensato per supportare le scuole del territorio attraverso il contributo dei massimi esperti nazionali in Educazione affettiva, per far capire ai ragazzi l’importanza di saper gestire le proprie emozioni e i propri conflitti.

Il progetto, che prende il nome di Futuro Aperto è stato selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini e finanziato con il Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile e con il contributo di Fondazione Carispezia.

In Questo Articolo:

Come Prevenire gli Atti Violenti dei Ragazzi: Gli Psicologi e Psicoterapeuti Schiralli e Mariani Ospiti all’I.S.S. Cardarelli

Come prevenire gli atti violenti dei ragazzi e quali sono le radici profonde di tale aggressività? Per rispondere a queste domande, e proprio nell’ambito dell’iniziativa Futuro Aperto, la città di La Spezia ha invitato il dott. Ulisse Mariani e la dott.ssa Rosanna Schiralli, massimi esperti in Italia nella ricerca e nella formazione sull’Educazione Emotiva.

Insieme alla loro équipe e ad altri specialisti, i creatori del format educativo Didattica delle Emozioni®, hanno incontrato gli studenti dell’I.S.S. Cardarelli. L’obiettivo è stato quello di offrire un supporto concreto e un dialogo aperto dopo il trauma che ha colpito la comunità.

La Didattica delle Emozioni® Arriva a La Spezia

Gli psicoterapeuti Rosanna Schiralli e Ulisse Mariani hanno spiegato agli studenti che è veramente possibile prevenire gli atti violenti partendo dalla gestione delle proprie emozioni.

Solo insegnando empatia, solo passando attraverso un’educazione emotiva, hanno illustrato i due esperti, è possibile prevenire la violenza, il bullismo ed in generale le condotte aggressive.

La Didattica delle Emozioni® nasce proprio per trasformare la scuola in un luogo dove i ragazzi imparano a conoscersi e a stare bene. Il loro team ha sviluppato questo format per offrire strumenti concreti contro il malessere giovanile, basandosi su un metodo che non è solo teoria: nel 2022 è stato infatti validato scientificamente, segnando un passo avanti fondamentale per la psicologia dell’età evolutiva.

Si tratta di una serie di tecniche, di procedure che gli insegnanti, opportunamente formati, possono integrare con le loro attività durante le ore di lezione, senza stress aggiuntivo o sovraccarichi di lavoro. Il Metodo è stato studiato per ogni fascia d’età, dalla scuola dell’infanzia alle superiori.

In altre parole, la Didattica delle Emozioni® consente di insegnare ai ragazzi l’Educazione emotiva a scuola.

Le strategie per gestire la rabbia e l’impulsività

Durante l’incontro all’Istituto Cardarelli, gli esperti hanno fornito ai giovani strumenti scientifici e pratici per decodificare il dramma vissuto:

  • comprendere il funzionamento della mente: spiegare i meccanismi cerebrali aiuta a capire come si possa arrivare a compiere determinate azioni e perché, a volte, si superino i limiti;
  • gestione degli impulsi: identificare la frustrazione e la rabbia è il primo passo per non trasformarle in violenza.
  • la scrittura come sfogo: ai ragazzi è stato chiesto di mettere per iscritto emozioni e riflessioni sull’accaduto, usando la scrittura come mezzo espressivo per elaborare il dolore.

Una sfida per l’intera comunità

Secondo gli psicoterapeuti, l’educazione emotiva deve diventare parte integrante del percorso formativo. Non si tratta di una questione che riguarda solo gli adolescenti, ma di una responsabilità che interroga profondamente gli adulti di riferimento.

“Oggi educare significa rallentare, ammettere di non avere tutte le risposte, ma restare aperti alle domande di senso dei ragazzi”, ribadiscono i due autorevoli psicologi.

Mariani e Schiralli su TG Liguria: la Scuola deve Insegnare le Emozioni

Guarda adesso l’intervista di Mariani e Schiralli su TGR Liguria

I media hanno dato grande risonanza all’iniziativa Futuro Aperto, divulgando il progetto su numerosi canali.
A tal proposito i due psicoterapeuti, nell’intervista rilasciata al TGR Liguria, affrontano il tema cruciale di come prevenire gli atti violenti dei ragazzi, partendo da una posizione netta: la soluzione non risiede in misure repressive come i metal detector, ma in un profondo cambiamento del paradigma educativo.

Ecco i punti chiave emersi dal loro intervento:

1. La scuola come palestra delle emozioni

Per la dott.ssa Schiralli, la risposta alla violenza giovanile non è tecnologica, ma umana. La scuola deve tornare a essere il luogo dove si insegna l’alfabetizzazione emotiva. Educare i ragazzi a riconoscere, nominare e gestire ciò che provano è lo strumento principale per disinnescare la rabbia prima che diventi aggressione.

2. Oltre i metal detector: investire nelle relazioni

L’intervista sottolinea come l’installazione di barriere fisiche sia un segnale di resa. Per capire davvero come prevenire gli atti violenti dei ragazzi, è necessario “aprire le pareti delle aule” e creare spazi di ascolto autentico dove gli adolescenti possano esprimere il proprio disagio senza timore di essere giudicati.

3. Il ruolo degli adulti: rallentare e ascoltare

Un concetto fondamentale espresso dalla psicoterapeuta è la necessità per gli adulti (genitori e docenti) di “rallentare”. In una società che corre, l’emergenza educativa si affronta:

  • restando presenti anche di fronte alle domande difficili;
  • accettando di non avere risposte immediate;
  • condividendo il “terreno comune” delle emozioni tra le generazioni.

4. La Didattica delle Emozioni®: un metodo validato scientificamente per insegnare l’Educazione emotiva a scuola

Il Metodo® proposto alle scuole dal team dei due esperti mira anche a fornire ai ragazzi nozioni scientifiche su come funziona il loro cervello, in particolare i neuroni specchio, e su cosa sia la frustrazione. Comprendere i meccanismi biologici della rabbia aiuta i giovani a orientarsi e a non superare certi limiti, trasformando l’impulso violento in una riflessione consapevole. Attraverso la Didattica delle Emozioni®, attraverso un’Educazione emotiva, le pulsioni vengono filtrate dalle emozioni prima che avvenga l’azione, che assume, solo in questo modo, toni più pacati, ragionali ed aperti al dialogo.

“L’educazione emotiva deve entrare a pieno titolo nel processo formativo: è l’unica via per navigare le complessità del presente e garantire la sicurezza dei nostri ragazzi.”

Gli Studenti de La Spezia Incontrano i Professionisti dell’Educazione Emotiva: Rassegna TV e Stampa

Come già sottolineato, numerosi media hanno dato grande eco all’importante iniziativa, affermando a gran voce l’urgenza, l’impellente necessità di far entrare nelle scuole l’insegnamento dell’Educazione emotiva.
Ecco un elenco, una rassegna dei giornali e TV che hanno colto l’importanza dell’evento.

Gazzetta della Spezia, 4 febbraio 2026

TITOLO:
Futuro Aperto porta nelle scuole della Spezia i massimi esperti di educazione affettiva
>> Leggi l’articolo


Il Secolo XIX, 5 febbraio 2026

TITOLO:
Psicologi di fama nazionale a sostegno degli studenti dopo la tragedia del Chiodo


Città della Spezia,5 febbraio 2026

TITOLO:
Ammaniti apre un ciclo di incontri che porta nelle scuole spezzine i maggiori esperti dell’educativa
>> Leggi l’articolo


Gazzetta della Spezia, 5 febbraio 2026

TITOLO:
Massimo Ammaniti apre alla Spezia gli incontri di futuro aperto
>> Leggi l’articolo


Tele Liguria Sud, 6 febbraio 2026

>> Guarda il servizio TV


La Nazione, 6 febbraio 2026

TITOLO: Aule di riflessione. Educatori e psicologi incontrano gli studenti
>> Leggi l’articolo


QN, 6 febbraio 2026

TITOLO: Aule di riflessione. Educatori e psicologi incontrano gli studenti


La Nazione, 7 febbraio 2026

TITOLO:
Ammaniti al Casini. Auditorium stracolmo: “I prof vanno aiutati a leggere i segnali”
>> Leggi l’articolo


QN – La Nazione, 7 febbraio 2026

TITOLO:
Ammaniti al Casini. Auditorium stracolmo: “I prof vanno aiutati a leggere i segnali”


QN – La Nazione, La Spezia – 7 febbraio

TITOLO:
Ammaniti: << I docenti vanno aiutati>>


Il Secolo XIX, 7 febbraio

TITOLO:
Ucciso a scuola, in campo gli psicologi. Ammaniti incontra i giovani del Casini.


Città della Spezia, (Stampa online), 8 febbraio 2026

TITOLO:
Prosegue “Ne parliamo?”: gli psicologi e psicoterapeuti Schiralli e Mariani saranno al Cardarelli
>> Leggi l’articolo


Avvenire (Stampa cartacea), 8 febbraio

TITOLO:
<<Ne parliamo?>> Futuro Aperto e tanti giovani


Città della Spezia, (Stampa online) 8 febbraio 2026

TITOLO:
Disagio giovanile, gli incontri di Futuro Aperto sono un’occasione preziosa per la città
>> Leggi l’articolo


Il Secolo XIX, 10 febbraio 2026

TITOLO: Gli psicoterapeuti al Cardarelli: << Ecco come gestire la rabbia>>


Conclusioni

Affrontare il tema della violenza giovanile significa non lasciare sole le scuole e le famiglie nel compito più difficile: educare alla vita e al rispetto reciproco.
La speranza dell’intera comunità di La Spezia è che la tragica morte di Abanoub non sia stata vana, ma che porti alla crescita della nostra civiltà, una crescita a cui tutti i giovani possano partecipare attraverso l’introduzione dell’insegnamento dell’Educazione emotiva nelle scuole.

Ti Potrebbe Interessare Anche:

Come prevenire gli atti violenti dei ragazzi. Ne parliamo?