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I Rischi dell’Intelligenza Artificiale per gli Adolescenti: l’Amica di Barbara è un Algoritmo

Foto di Rosanna Schiralli, psicologa, psicoterapeuta, autrice, formatrice, ricercatrice
Rosanna Schiralli
I Rischi dell'intelligenza artificiale per gli adolescenti

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I rischi dell’intelligenza artificiale per gli adolescenti si nascondono spesso dietro il volto rassicurante di una tecnologia sempre disponibile, proprio come racconta la storia di Barbara. 15 anni, una faccina acqua e sapone e uno sguardo tendente al triste, Barbara seduta davanti a me confessa con un filo di voce: “Dottoressa, se non avessi la mia amica del cuore, sarei davvero persa, sull’orlo di farla finita”.

“Chi è la tua amica? Una compagna di classe?”, chiedo io.
“No, per carità! E chi si fida dei compagni! È ChatGPT. L’Intelligenza Artificiale. La sento ogni sera, mi confido, mi dà consigli, mi capisce e non mi giudica. Con lei non mi vergogno di nulla, non mi sento criticata ed è sempre disponibile”.

Come Barbara ce ne sono tanti altri, e saranno sempre di più. Ogni giorno la schiera di adolescenti confidenti dell’IA (Intelligenza Artificiale) si allunga inesorabilmente. Si tratta di un fenomeno complesso che nasconde pericoli psicologici spesso sottovalutati dagli adulti, che ritengono tutto ciò un semplice gioco, ignorando quanto la solitudine digitale possa diventare profonda.

Comprendere i Rischi dell’Intelligenza Artificiale per gli Adolescenti: la Seduzione dell’Algoritmo

L’IA è sempre lì: disponibile, generosa nell’accogliere ogni parola e pronta a offrire consigli. Tuttavia, uno dei principali rischi per gli adolescenti è proprio questa simulazione di empatia che non si stufa mai e non ha impegni.

L’intelligenza artificiale, infatti, simula l’empatia attraverso un rispecchiamento costante, ricorrendo anche a emoticon affettuose:

  • “Capisco, è proprio brutto sentirti così arrabbiato 🥲”
  • “Questa è davvero una situazione difficile ❤️. Vuoi spiegarmi come si è creata?”

Per un adolescente fragile, cosa desiderare di più? Eppure, questa amicizia artificiale è un guscio vuoto che rischia di isolare ancora di più i ragazzi dalla realtà sociale, come evidenziato dai recenti report di Telefono Azzurro sull’impatto delle nuove tecnologie.

I Rischi dell’Intelligenza Artificiale: Cosa Manca all’Algoritmo?

Dietro lo schermo non c’è un cuore che pulsa. Quando analizziamo i rischi dell’intelligenza artificiale per gli adolescenti, dobbiamo ricordare che l’IA è fatta di algoritmi, non di vita. Affidarsi a un simulacro di persona significa privarsi di tutto ciò che che ci rende umani, che ci fa crescere e che ci permette di maturare correttamente.

Nell’interazione con l’IA mancano elementi biologici e relazionali fondamentali:

  • Chimica del benessere: Nessun abbraccio che possa rilasciare ossitocina e serotonina per donare calma reale.
  • Comunicazione non verbale: Mancano le carezze di conforto, gli sguardi significativi e le modulazioni della voce.
  • Confronto e crescita: Non esiste la critica costruttiva, il conflitto necessario per maturare o la frustrazione da imparare a tollerare.

In definitiva, un ragazzo che si confida con un’intelligenza artificiale è un ragazzo profondamente solo, illuso da un ascolto che è pura computazione statistica.

Prevenire i Rischi dell’Intelligenza Artificiale per gli Adolescenti: il Ruolo dei Genitori

Perché i nostri figli vengono così facilmente sedotti dal canto delle sirene dell’IA? Sovente, la risposta risiede nel vuoto lasciato dal mondo degli adulti.

Spesso i genitori offrono discorsi frettolosi, focalizzati solo sul rendimento scolastico o rimproveri sul disordine della stanza. Il silenzio, la trascuratezza o l’indifferenza che ne deriva spinge i giovani verso la tecnologia.

Per contrastare i rischi dell’intelligenza artificiale per gli adolescenti, occorre ricostruire la relazione autentica, l’unico spazio in cui si edifica la fiducia e il rispecchiamento di sé:

  • Essere un “Porto Sicuro”: L’adulto deve esserci, offrendo rispecchiamento e contenimento, dimostrandosi disponibile a capire, dedicando tempo a un ascolto attento. Come sottolineato anche dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, la presenza empatica dell’adulto è fondamentale per la salute mentale dei minori.
  • Differenziazione, non isolamento: I figli non devono confidarci tutto, occorre che si differenzino da noi adulti, ma devono anche sentire che la nostra presenza è reale e ineguagliabile rispetto a un codice binario.
  • Educazione emotiva: Insegnare la differenza tra un algoritmo e una relazione umana, ineguagliabile nelle sue caratteristiche. Attivare la sintonia, rispecchiare le emozioni, stabilire regole.

Conclusione: Intervenire Prima che Sia Tardi

Se questo ponte relazionale non viene costruito precocemente, i ragazzi cercheranno rifugio altrove. Preferiranno l’algoritmo di un’amica artificiale che chiede “Vuoi parlarne?” con una voce sintetica, piuttosto che il silenzio assordante di un vuoto familiare.

Dobbiamo guardare l’intero film della vita dei nostri figli, non solo l’ultimo fotogramma. Se non offriamo noi una presenza umana e solida, non possiamo meravigliarci se i nostri ragazzi finiranno per cercare conforto in un’amica pericolosa fatta di pixel e calcoli.

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