L’Educazione emotiva nelle scuole italiane si prepara a compiere un passo importante verso un riconoscimento più ampio e strutturato. Il 6 ottobre 2026, nella Sala dei Gruppi Parlamentari della Camera dei deputati, è stata presentata ufficialmente la Rete Nazionale per l’Educazione Emotiva.
L’iniziativa nasce dal mondo della scuola con l’obiettivo di trasformare esperienze e buone pratiche già sperimentate in diverse realtà territoriali in un patrimonio condiviso, stabile e replicabile.
Al centro della proposta c’è una convinzione fondamentale: riconoscere le emozioni, imparare a gestire le difficoltà e sviluppare empatia, capacità di ascolto e cooperazione non sono attività accessorie, ma componenti essenziali del percorso educativo e della qualità degli apprendimenti.
Educazione Emotiva Nelle Scuole: la Rete Nazionale
L’incontro, introdotto dall’onorevole Carmen Di Lauro, ha riunito dirigenti scolastici, docenti, studiosi, formatori e rappresentanti del mondo istituzionale e culturale.
La Rete è nata alla fine del 2025 dall’iniziativa di tre istituzioni scolastiche:
- Istituto Comprensivo 4 di Grosseto, scuola capofila;
- I.C. “Carducci” di Gaeta;
- I.C. “Don Lorenzo Milani” di Aquileia.
In pochi mesi, il progetto ha raccolto oltre cinquanta richieste di adesione da parte di scuole di diversi ordini e territori. Un segnale dell’interesse crescente verso percorsi capaci di integrare le competenze emotive e relazionali nella didattica ordinaria.
L’obiettivo è fare in modo che l’educazione emotiva nelle scuole non rimanga un’iniziativa isolata, ma diventi una pratica educativa continuativa e condivisa.
La Didattica delle Emozioni®: un Metodo Per Sviluppare le Competenze Emotive
Uno dei contributi centrali della giornata è stato quello dello psicologo e psicoterapeuta Ulisse Mariani, che ha illustrato il percorso scientifico e metodologico alla base della Didattica delle Emozioni®, sviluppata insieme alle colleghe Rosanna Schiralli, Mariagrazia Mari e Martina Pontani attraverso anni di studi e sperimentazioni.
Il Metodo® si propone di aiutare bambini e ragazzi, dai tre ai sedici anni, a riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni, attraverso strategie educative integrabili nelle normali attività scolastiche.
L’obiettivo non è trasformare gli insegnanti in figure cliniche né introdurre una nuova materia, ma offrire strumenti concreti per promuovere:
- consapevolezza e autoregolazione emotiva;
- empatia e capacità di ascolto;
- cooperazione e relazioni positive;
- prevenzione del disagio.
Nel suo intervento, Mariani ha richiamato anche le ricerche condotte sul tema e l’importanza di accompagnare le pratiche educative con osservazione, documentazione e verifica dei risultati.
Educazione Emotiva Nelle Scuole: il Ruolo Della Collaborazione Tra Istituti
La dirigente scolastica Anna Maria Carbone, dell’I.C. Grosseto 4, ha ripercorso la nascita della Rete e il significato della collaborazione tra istituti geograficamente distanti, ma accomunati dalla volontà di dare continuità al lavoro sulle emozioni.
La Rete intende favorire formazione, condivisione di materiali, confronto professionale e sperimentazione, valorizzando l’autonomia di ciascuna scuola e adattando le proposte alle diverse fasce d’età e ai differenti contesti educativi.
Il progetto si inserisce in un quadro più ampio che comprende le nuove Indicazioni nazionali, l’educazione civica e la legge 19 febbraio 2025, n. 22, dedicata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali.
È tuttavia importante distinguere l’adesione alla Rete dalla specifica sperimentazione ministeriale prevista dalla legge: si tratta di percorsi diversi, con procedure e finalità organizzative non sovrapponibili.
Gli Interventi: Competenze Non Cognitive e Scuola Del Futuro
Nel corso dell’incontro, la dirigente scolastica Stefania Geremicca ha approfondito il valore delle competenze non cognitive e il ruolo dell’educazione nella crescita integrale della persona.
Il dirigente scolastico Stefano Zulini ha poi richiamato la necessità di trasformare i principi condivisi in un’organizzazione scolastica concreta e sostenibile, mentre Paolo Maschietti, responsabile dell’Academy del Gruppo editoriale La Scuola, ha sottolineato come la dimensione emotiva non debba essere confinata in un’ora o in una disciplina separata, ma attraversare le diverse materie e le situazioni quotidiane della vita scolastica.
È intervenuto anche il deputato Antonio Caso, riportando l’attenzione sul ruolo delle istituzioni nel sostenere percorsi educativi capaci di rispondere ai bisogni delle nuove generazioni.
Questi contributi hanno evidenziato quanto l’educazione emotiva nelle scuole possa rappresentare una risorsa trasversale, capace di accompagnare l’apprendimento e la crescita degli studenti.
Le Esperienze Concrete: l’Educazione Emotiva Entra Nelle Classi
A dare concretezza al confronto sono state le testimonianze delle docenti Sara Ballaminut, Alessandra Deffenu e Raffaella Bernardi, dell’I.C. “Don Lorenzo Milani” di Aquileia, che hanno raccontato esperienze realizzate nelle classi attraverso la Didattica delle Emozioni®.
Mariagrazia Mari, dell’I.C. “Silvio Canevari” di Viterbo, ha presentato invece un percorso di peer education nel quale gli alunni delle classi quinte della primaria diventano protagonisti di laboratori rivolti agli studenti della scuola secondaria di primo grado.
Esperienze diverse, accomunate dalla volontà di rendere l’educazione emotiva una pratica concreta, continuativa e parte integrante della comunità scolastica.
Formazione, Famiglie e Organizzazione Della Rete Nazionale
La presentazione ha affrontato anche le prospettive organizzative della Rete, la formazione dei docenti, il coinvolgimento delle famiglie e le modalità di adesione da parte degli Istituti interessati.
La struttura si fonda sulla collaborazione tra scuola capofila, Assemblea dei dirigenti, Comitato di coordinamento e Comitato scientifico-consultivo, con il contributo di realtà legate alla ricerca, alla formazione e alla diffusione culturale.
La sfida sarà garantire continuità, trasparenza e possibilità di valutare le esperienze, evitando che l’educazione emotiva nelle scuole si riduca a un progetto temporaneo o a una semplice dichiarazione di intenti.
Perché l’Educazione Emotiva Nelle Scuole È Importante
Il messaggio emerso dalla giornata è chiaro: educare alle emozioni non significa sottrarre spazio agli apprendimenti disciplinari, ma creare condizioni più favorevoli perché ogni studente possa apprendere, partecipare, affrontare gli errori e costruire relazioni positive.
In una scuola chiamata a confrontarsi con fragilità, conflitti, bullismo, cyberbullismo e nuove forme di comunicazione digitale, sviluppare competenze emotive e relazionali significa contribuire al benessere individuale e collettivo, all’inclusione e alla cittadinanza responsabile.
L’educazione emotiva nelle scuole può quindi diventare uno strumento importante per accompagnare la crescita personale degli studenti e migliorare la qualità delle relazioni all’interno della comunità scolastica.
Educazione Emotiva Nelle Scuole: le Prospettive Per il Futuro
La Rete Nazionale per l’Educazione Emotiva si propone come uno spazio di collaborazione tra scuole, ricerca e formazione, nel quale le esperienze locali possano diventare occasioni di crescita per l’intero sistema educativo.
La presentazione alla Camera dei deputati segna un passaggio significativo di questo percorso. Il risultato più importante, tuttavia, si misurerà nel tempo: nella capacità di portare queste competenze nella quotidianità delle classi e di riconoscere nella dimensione emotiva una componente imprescindibile dell’educazione e della formazione della persona.
Approfondimenti e Modulo di Adesione Alla Rete Nazionale Per l’Educazione Emotiva
Ulteriori dettagli riguardanti la Rete Nazionale dell’Educazione Emotiva ed il modulo di adesione sono disponibili sul sito della scuola capofila nazionale al seguente indirizzo: https://comprensivogrossetoquattro.edu.it/la-scuola/rete-nazionale-per-leducazione-emotiva/
Per approfondire tutti gli interventi, le testimonianze e i contenuti emersi durante la presentazione della Rete Nazionale per l’Educazione Emotiva in Parlamento, è possibile leggere l’articolo integrale di Antonio Fundarò pubblicato su Orizzonte Scuola.
