Perché Molti Ragazzi Si Tagliano? Capire l’Autolesionismo Per Poterlo Curare
(di Rosanna Schiralli: psicologa e psicoterapeuta)
Trovare dei tagli sulle braccia o sulle gambe del proprio figlio è uno degli incubi peggiori per un genitore. La prima reazione è spesso il panico, seguito da domande angoscianti: “Perché lo fa? Vuole morire? È colpa mia? Lo fa solo per attirare l’attenzione?”.
Come psicoterapeuta, sento il dovere di fare chiarezza su un fenomeno purtroppo sempre più diffuso tra gli adolescenti.
Autolesionismo: il Dolore Fisico per Anestetizzare il Dolore Emotivo
L’autolesionismo non è una moda e, nella stragrande maggioranza dei casi, non è un tentativo di suicidio. È un linguaggio del corpo.
Ecco cosa si nasconde davvero dietro questo sintomo, spiegato attraverso la psicologia e le neuroscienze: il dolore fisico per anestetizzare il dolore emotivo
Gli adolescenti di oggi si trovano a gestire un carico di ansia, aspettative sociali, senso di inadeguatezza e vuoto che spesso non riescono a verbalizzare. Quando il dolore psicologico diventa intollerabile, la mente va in cortocircuito. Il taglio sposta il dolore da dentro (invisibile e incontrollabile) a fuori (visibile e circoscritto). Il dolore fisico diventa paradossalmente più facile da gestire rispetto all’angoscia interna.
I Social Media tra Emulazione e Pressione Digitale:
Oggi il malessere degli adolescenti viaggia anche online. Algoritmi sempre più stringenti rischiano di intrappolare i ragazzi in “bolle digitali” dove l’autolesionismo viene normalizzato, romanticizzato o condiviso come se fosse un codice di appartenenza a un gruppo. A questo si aggiunge la pressione costante dei social, che impone standard di perfezione e popolarità impossibili da raggiungere. Quando il confronto con la realtà virtuale genera un senso di fallimento totale, il corpo diventa l’unico luogo rimasto in cui poter “scaricare” questa intollerabile pressione invisibile.
La Trappola Neurochimica delle Endorfine
A livello cerebrale, quando il corpo subisce una ferita, il cervello rilascia immediatamente endorfine e serotonina per attenuare il dolore. Questo meccanismo biologico provoca una temporanea sensazione di calma, sollievo e “controllo”.
IL RAGAZZO SENTE DI ESISTERE DI NUOVO, DI USCIRE DA UN SENSO DI VUOTO O DI ANESTESIA EMOTIVA. IL PROBLEMA È CHE QUESTO SOLLIEVO DURA POCHISSIMO E CREA UNA VERA E PROPRIA DIPENDENZA DISFUNZIONALE.
Autolesionismo: Segnali Comportamentali
Oltre ai tagli visibili, ci sono dei segnali comportamentali a cui un genitore può prestare attenzione:
- L’abbigliamento insolito: indossare costantemente maniche lunghe, felpe pesanti o polsini anche in piena estate o in casa quando fa molto caldo.
- Il ritiro prolungato: passare ore e ore chiusi in bagno o in camera, soprattutto dopo un litigio, un brutto voto o un momento di forte tensione emotiva.
- La gestione insolita delle ferite: trovare in camera o nel cestino del bagno fazzoletti sporchi di sangue, cerotti, garze o piccoli oggetti taglienti nascosti (temperini smontati, lamette).
- Cambiamenti repentini dell’umore: passare da un’estrema reattività e rabbia a una chiusura totale e improvvisa, come se il ragazzo si fosse improvvisamente “anestetizzato”.
Cosa Fare Concretamente Se Si Scopre Questo Sintomo? Consigli Per i Genitori
- Il primo passo per un genitore è regolare la propria ansia. Se reagiamo con panico, urla o perquisizioni della stanza, il ragazzo si sentirà profondamente giudicato e si chiuderà ancora di più, affinando le tecniche per nascondersi.
- Bisogna invece aprire un canale di comunicazione emotiva, dicendo chiaramente: “Ho visto i segni sulle tue braccia. Non sono arrabbiato, ma sono molto preoccupato per te. Vedo che stai soffrendo enormemente e voglio aiutarti a stare meglio”.
- Un genitore non deve mai sottovalutare il fenomeno, ma deve chiedere un aiuto psicologico per trovare la strada migliore per aiutare il figlio ad uscire da questa trappola e incamminarsi verso la strada di una crescita autonoma e sicura. Il tagliarsi è un segnale, un sintomo e come tale va letto ed affrontato alla stregua di un sintomo fisico importante.

