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Primo Studio (2005): Validazione del Metodo della Didattica delle Emozioni® attraverso una Sperimentazione nella Provincia di Viterbo

Obiettivo della Ricerca

Validazione del Metodo della Didattica delle Emozioni® attraverso una sperimentazione che si è svolta su un campione di 1231 alunni della provincia di Viterbo.

Il Campione

La sperimentazione con il campione di alunni più vasto è stata svolta nella provincia di Viterbo, nell’anno scolastico 2005-2006 (qualche anno prima era stata svolta una ricerca pilota su un campione di 300 alunni).

Il campione di riferimento è costituito da 1231 soggetti (752 appartenenti al gruppo sperimentale e 479 al gruppo di controllo).
Hanno partecipato alla ricerca:

  • 410 bambini (di età compresa fra 3 e 10 anni) frequentanti l’ultimo anno della scuola dell’infanzia e le classi terze e quarte della scuola primaria;
  • 670 ragazzi (di età compresa tra 12 e 14 anni) frequentanti la scuola secondaria di primo grado;
  • 151 ragazzi (di età compresa tra 15 e 16 anni), frequentanti il primo e il secondo anno della scuola secondaria di secondo grado.

Per valutare l’efficacia dell’intervento, sono stati somministrati alcuni test all’inizio e alla fine dell’anno scolastico.

La sperimentazione nelle classi è iniziata circa due settimane dopo la somministrazione dei test e si è sviluppata per tutto l’anno scolastico, interrompendosi a maggio per le misurazioni finali.

Risultati

Con l’utilizzo di un test denominato Modello delle Relazioni Oggettuali (M. Ardizzone e M. Grasso, 1997) si sono evidenziati risultati notevoli: qui di seguito sono stati raggruppati tra loro i risultati considerati positivi e i risultati considerati negativi per verificare l’esistenza di differenze significative tra i due gruppi.

  pre test post test 
 N, N+, N-
Valori di benessere     
D, Pat, 0
Valori patologici      
N, N+, N-
Valori di benessere
D, Pat, 0
Valori patologici
Gruppo sperimentale    34.16    7.84   36.69    5.31
Gruppo controllo    35.01    6.99   33.14    8.86
     

Dalla tabella si evidenzia che il gruppo di controllo presenta al pre test una media di risposte positive significativamente migliore del gruppo sperimentale mentre al post test la situazione è completamente invertita.
I punteggi variano al post test in modo statisticamente significativo sia nel gruppo sperimentale che in quello di controllo.
In particolare nel gruppo di controllo si assiste a un peggioramento dei risultati a fronte di un netto miglioramento dello sperimentale.
Questi dati si ripetono sia valutando il campione complessivamente (scuole secondarie di primo e secondo grado) sia analizzando i singoli dati per scuola di appartenenza.

Prendendo in esame l’intero campione, i test MRO del gruppo sperimentale evidenziano nella seconda somministrazione un incremento del 7.4% dei valori positivi contro un decremento del 5.3% del gruppo di controllo. Parallelamente diminuiscono del 32.3% i valori negativi del gruppo sperimentale e aumentano del 26.7% quelli del gruppo di controllo.
Se si analizzano i singoli valori, ciò che colpisce nel gruppo sperimentale è la diminuzione dei valori D (difensività relazionale -40.9%) e dei valori Pat (patologia relazionale -14.6%) a favore di quelli N+ (positività del rapporto oggettuale 224.1%) e N- (normalità con una accentuazione negativa del rapporto con l’oggetto 11.2%).
Nel gruppo sperimentale si nota complessivamente uno spostamento dei valori indicativi di una relazione d’oggetto disturbata (D, Pat) verso valori che caratterizzano una più adeguata relazione oggettuale.
Il gruppo di controllo diminuisce al post test tutti i valori positivi che vanno a distribuirsi principalmente intorno a quelli Pat (100.7%), D (12.1%) e N- (55.6%).

Conclusioni

Tali dati possono essere dunque definitivamente confermati e, trattandosi di un campione molto ampio, possono essere generalizzati.

In questa sperimentazione l’ampiezza del campione di riferimento ha permesso inoltre di effettuare altre considerazioni:

  1. Poiché l’MRO consente una valutazione dettagliata delle dimensioni di sviluppo del soggetto, è stato possibile studiare la loro variazione nel dettaglio all’interno delle singole aree.
  2. La positività dei risultati del gruppo sperimentale rispetto al monitoraggio è osservabile in modo piuttosto uniforme in tutte le dimensioni di sviluppo misurate dal test, con una leggera prevalenza nella dimensione del Sé.
  3. Tale risultato era prevedibile in quanto la dimensione del Sé rispecchia l’immagine complessiva che il soggetto ha di sé stesso e deriva dal rapporto stabilito con i singoli oggetti di relazione.
  4. Sostanzialmente la dimensione del Sé è strettamente legata alle altre dimensioni misurate dal test.

Secondo l’analisi statistica effettuata con l’MRO si può ipotizzare che la Didattica delle Emozioni® incide in modo significativo sullo sviluppo delle competenze emotive dei ragazzi, mentre, se non si interviene con tali attività, si assisterà a un peggioramento nelle capacità di relazione, di rapporto con sé e con gli altri che può tradursi in disagio variamente espresso.

Osservando i dati differenziati per fasce di età si evince che minore è l’età in cui si interviene, maggiori e più significativi saranno i cambiamenti nei soggetti.

Nella scuola secondaria di secondo grado la Didattica delle Emozioni® non produce cambiamenti significativi nel gruppo sperimentale; tuttavia, se non si effettua nessun intervento di promozione della salute secondo i principi dell’educazione emotiva, si assiste a un peggioramento altrettanto significativo delle competenze emozionali, come mostrato dai risultati del gruppo di controllo.

L’educazione emotiva sembra poter stabilizzare e proteggere i ragazzi che, se lasciati soli, sperimenteranno con maggiore probabilità vissuti di incertezza, fino a sviluppare veri e propri comportamenti inadeguati o patologici.
La riduzione del rischio sembra essere quindi un traguardo importante da realizzare specialmente per la fascia di età adolescenziale, esposta a perturbazioni psicologiche, cambiamenti fisici e ormonali normalmente destabilizzanti.

In base a questa sperimentazione è possibile tratteggiare alcuni primi risultati:

  • i bambini potenziano esperienze emotive e cognitive che favoriscono a loro volta l’emergere del Sé e alcune importanti competenze empatiche;
  • i preadolescenti aumentano sensibilmente l’efficacia della relazione con il gruppo dei pari e con gli adulti, proteggendosi da percorsi di sviluppo rischiosi;
  • gli adolescenti, con l’aiuto della Didattica delle emozioni®, stabilizzano e consolidano l’identità del Sé.